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Cosa sono gli Anime

Il termine "Anime" è un neologismo con cui si indicano l'animazione ed i film d'animazione giapponesi.
Il sito principale in cui di solito guardo questi è AnimeForce.

Riferimenti Culturali

Gli Anime rispecchiano la cultura del proprio Paese, infatti ci sono molti riferimenti a quello che andrò a citare sotto.
Shintoismo e Buddhismo
Lo shintoismo è la religione autoctona del Giappone, caratterizzata da una visione animistica della natura. Lo shin-tō (神道) è la via degli dei, la condotta che si armonizza con gli spiriti della natura e degli antenati, i kami (神), generalmente positivi, cui si contrappongono gli oni (鬼), demoni violenti. Innumerevoli sono quindi i miti e le leggende tratti dalla tradizione shintoista, a cominciare da quelli raccolti nel Kojiki e nel Nihongi (testi risalenti all'VIII secolo d.C.), che forniscono agli anime ben più di uno spunto per le storie che narrano. In particolare, un tratto caratteristico dello shintoismo è proprio quello di combinare elementi fantastici e appartenenti a realtà situate oltre la normale soglia della percezione umana con l'ordinaria vita quotidiana, caratteristica che è facile riscontrare anche in moltissime opere animate giapponesi. Ma a giocare spesso un ruolo nella trama è anche il buddhismo, in particolare lo zen (禅). A prescindere dalla frequente presenza nelle storie di un monaco, sia in chiave caricaturale che seria, la tradizione zen, per il suo approccio pragmatico e diretto alla realtà, poco incline alla costruzione di sistemi concettuali che pretendano di spiegarla, ben si presta per storie in cui i personaggi svolgono ruoli d'azione, significando gli anime pur sempre intrattenimento e spettacolarità.
Il bushidō
Altro fattore che porta negli anime tradizioni, aneddoti e situazioni è senz'altro l'etica marziale riconducibile fondamentalmente a quel complesso codice di comportamento costituito dal bushi-dō, la via del nobile guerriero. Le storie degli anime tendono in particolare ad unire gli aspetti del bujutsu (武術, 'la tecnica e l'abilità marziale') e del budō (武道, 'la via marziale che conduce alla pace') per fornire il giusto grado di spettacolarizzazione dei combattimenti, ma anche per rappresentare il percorso morale e formativo del protagonista.Tuttavia, considerato che il bushidō è connotato dalla presenza di qualità morali guida, quali la giustizia, il senso del dovere, la lealtà, la compassione, l'onore, l'onestà e il coraggio, è bene tener presente che esso fa da sfondo culturale non solo agli anime che in qualche modo siano incentrati sul combattimento, sul conflitto oppure direttamente ambientati nel Giappone feudale, ma anche a molte storie di vita ordinaria, vissute tra i banchi di scuola come tra le mura domestiche.E' infatti lo shugyō (修行?), il severo tirocinio praticato dal bushi (o budōka) per arrivare al dominio di sà e all'autodisciplina, a caratterizzare il percorso e l'evoluzione dei protagonisti degli anime, spesso impegnati in imprese che mettono a dura prova le loro risorse interiori e che richiedono loro di superare le proprie paure e debolezze.Talvolta, poi, il fine ultimo di tale percorso, passando per il controllo del ki (氣 oppure 气), l'energia interiore, addirittura l'acquisizione di una consapevolezza della vacuitàà della realtà che porti a rinunciare alle pretese dell'ego e ad apprezzare la caducità dell'esistenza materiale, così che nemmeno la morte sia più motivo di timore.Tuttavia, prodromica a questa rinuncia è anche la ricerca e la definizione da parte dell'eroe della propria identità, in contrapposizione alla pretesa omologante della società.
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